La prolungata assenza di precipitazioni, combinata con l'aumento delle temperature, fa aumentare il rischio di incendi. Per questo, fino alla mezzanotte di domenica 3 aprile, scatta in tutta l’Emilia-Romagna lo stato di GRAVE PERICOLOSITÀ (codice colore arancione).

 

Il provvedimento è stato emanato dal Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Rita Nicolini, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale.

La fase di grave pericolosità(codice colore arancione) segue alla fase di attenzione (codice colore giallo) dichiarata il 22 febbraio scorso:l’innalzamento del grado di rischio è dovuto alla condizione di severa siccità che riguarda tutto il territorio regionale.

L’inverno è stato infatti avaro di precipitazioni e il bilancio idro-climatico è assolutamente deficitario, con quantitativi di acqua nel terreno molto scarsi e condizioni di siccità grave su tutto il territorio della regione a partire dal piacentino.

Nel comune di Coli (provincia di Piacenza) infatti si è verificato un incendio che ha richiesto l’intervento di 5 Canadair e degli elicotteri dei Vigili del Fuoco per spegnere le fiamme, ma in tutta la regione si sono verificati numerosi episodi.

L’afflusso di correnti umide dall’Atlantico previsto per la prossima settimana porterà il ritorno delle piogge, anche se sono stimate largamente insufficienti per ristabilire una situazione di tranquillità sul fronte incendi boschivi.

Attivate sul territorio anche le squadre di avvistamento dei volontari AIB.

Con l’innalzamento del grado di pericolosità a livello arancione si stabilisce il“divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci all’interno delle aree forestali.

Vietati su tutto il territorio regionale, anche al di fuori delle aree boscate, anche gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie.

Sono inoltre vietati gli abbruciamenti di residui vegetali agricoli su tutto il territorio regionale.

 All’aumento dei divieti corrisponde un diverso regime sanzionatorio.

La legge 353/2000 (legge quadro in materia di incendi boschivi, come modificata dal decreto legge 120/2021 convertito con legge n.155/2021), prevede pesanti sanzioni per chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti pericolosi;in particolare il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria è stato elevato ad euro 10.000 (precedentemente euro 2.064).

Lo stato di “grave pericolosità” si basa su una valutazione a cui concorrono vari soggetti:il Centro funzionale Arpae E-R analizza la situazione climatica e le previsioni meteo a medio termine (piogge attese, intensità della ventilazione), misurando gli indici di suscettività e di propagazione, i Carabinieri Forestale valutano lo stato della vegetazione e i Vigili del Fuoco i dati sugli incendi effettivamente verificati e sul territorio coinvolto, e la Direzione Regionale ambiente della Regione Emilia-Romagna.

 

 

 

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